Giuseppe Mauriz...'s profileL' ANGOLO DELL' INSTABIL...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    31 March

    Venerdì 30 Marzo: Messina

    PREMESSA:
    Giovedì 29 Marzo: Lorenzo mi propone la malsana idea di giocarci la scuola venerdì, e di andarè a messina... per saltarci 3 ore di Economia Azziendale, con la prof. Salerno, e relativo compito...
    La proposta viene ascoltata dal resto della classe... e il delirio diventa collettivo... senza renderci conto della fucilazione che avrebbè messo in atto la Salerno, in caso di assenza collettiva ad un suo compito...
    Se la proposta poteva sembrare la solita buccazziata della VD, ed infine il giorno dopo sarebbero entrati tutti... la Prof. Praticò ci intima a prendere seriamente in considerazione l' idea... invitandoci a fregarcene della Salerno, e chiedendo di aggiungersi alla comitiva... a questo punto, anche le più ruffiane e chiumbine della classe(Angela e Federica, con relativo loro schiavo Andrea) si uniscono al gruppo... appuntamento a Venerdi... ore 8.45 all' aliscafo sotto la scuola...
    (In realta l' aliscafo partirà alle ore 8.20, ma la prof. Praticò ha messo in giro questa falsa notizia delle 8.45, provocando la confusione generale)

    IL DURO RISVEGLIO:
    Alle ore 8.00 vengo svegliato da una telefonata di Umberto, che come detto prima, rivela infondato l' orario di partenza fornito dalla Praticò.
    Nel mio rincoglionimento più totale mi alzo dal letto e cago, mi lavo, mi vesto, scendo le scale, e prendo la macchina nel tempo record di 4 minuti e 45 secondi... chiedendomi come ho fatto, comincio a pensare alla malsana idea di essere uscito di casa nudo, e di essermi vestito in macchina mentre guidavo.

    IL TRAGITTO CASA - PORTO:
    Evito il traffico del Viale Quinto, prendendo una scorciatoia nella terra di mezzo che collega il Gebbione con il Giappone(Via Sbarre inferiori).
    Arrivato sulla via Marina, mi ritrovo in preda al traffico, senza possibilità di superare sulla corsia degli autobus, poiche Polizia, Carabinieri, e Guardia Di Finanza(oltre le giovani marmotte) sono d' appertutto... Dato che oggi in città vengono Berlusconi e Fassino a massacrare i coglioni....
    Alle ore 8.17 ho percorso solo 4 centimetri di via marina, incodato in quel traffico infernale... Quando finalmente arriva una manna dal cielo... vedo la corsia degli autobus vuota, sia da mezzi pubblici, che da qualsiasi tipo di Sbirro, apparte le giovani marmotte che sono sempre vigili, quindi passo sulla corsia vietata, e raggiungendo la folle velocita di 100 Km/h(di più, la mia clio non fà) ed inseguito dalle giovani marmotte, raggiungo il porto, parcheggiando imprudemente la mia macchina sotto la mia scuola.

    IL VIAGGIO DI ANDATA: REGGIO C.-MESSINA:
    Arrivo al porto e faccio il biglietto al volo, prendo coscienza che la Prof. Praticò ci ha dato buca(e pensare che dovevo girare con la sciarpa della Reggina in mezzo a Messina, assieme alla prof.) quindi inseguito dalla Giovani Marmotte, ci imbarchiamo sul traghetto, per espatriare nella città africana più vicina: Messina.
    Passiamo il viaggio con il terrore che la prof. Salerno, inseguissè l' aliscafo a nuoto, e con le mie supposizioni che in caso di affondamento della nave, noi, trovandoci al piano inferiore, saremmò stati i primi a morire, e che secondo il mio calcolo delle probabilità, la nostra nave sarebbè affondata, Umberto viene chiamato e controllato dalla sua zita per la prima volta nella mattinata(e naturalmente non ultima)
    Intanto mi ritrovo inspiegabilmente un pacco di sigarette nella mia tasca(e io non fumo)
    I presenti siamo:
    Peppe Casta(il sotto scritto)
    Mikaihil
    Lorenzo
    Enza
    Mary T.
    Mariangela
    Umberto
    Angela
    Letizia yo yo
    Federica
    Andrea(al seguito di Federica sua padrona)

    MESSINA:
    Sbarchiamo in terra Buddace alle 8.50, e cominciamo malsanamente a supporrè ad alta voce di trovarci in Africa, raggiungiamo in primis Piazza Cairoli(penso fossè quella) dopo esserci fermati in almeno 42 negozi su 40 presenti, a Piazza Cairoli, il gruppo si divide, Mikhahil e lorenzo si dirigono per destinazioni ignote anche a loro, e noi su un corso dal nome sconosciuto, mentre umberto chiama la sua zita, ed io comincio ad usare la testa di Mary T. come passa tempo...
    Dopo altri 34 negozi, io e Umberto entriamo in un bar per fare colazione, una volta usciti, decido di sfruttare il pacchetto di sigarette.
    Raggiunto di nuovo il resto del gruppo che intanto aveva visitato 27 negozi, ci avviciniamo a una gelateria, il cui gelataio tenta di addescare tutti noi, maschi e femmine, tranne Andrea, a cui non ha fatto tenere lo scontrino ricordo, ed intanto Umberto dopo aver chiamato per la 12° volta la sua zita, scrocca un gelato, con lo scontrino usato di Mary T.
    Io intanto lascio il mio pacchetto di sigarette ad Enza, prima di prendere anche il vizio del fumo.
    Torniamo a piazza Cairoli dopo altri 11 negozi per riincontrarci, con Mihkail e Lorenzo, e dopo 68 negozi, 31 chiamate tra Umberto e la sua zita, 122 molle fatte da me, sulla testa di Mary T., torniamo di nuovo a Piazza Cairoli, dove facciamo alcune foto, in cui viene immortalata tutta la nostra stupidità.
    Ci ridirigiamo al Porto, che viene raggiunto dopo 37 negozi, 22 chiamate tra Umberto e la sua zita, 58 molle sulla testa di Mary T., e prendiamo l' aliscafo, intanto mi arriva il messaggio di un bradipo ucraino, di castrovillari, in cui mi viene chiesto se a messina ci sono arrivato con la nave, o con il ponte che collega Messina con Sinopoli.

    IL VIAGGIO DI RITORNO: MESSINA-REGGIO C.:
    Ripreso il traghetto, questa volta ci sediamo al piano superiore del traghetto, su idea di Federica, prendendoci cosi, tutte le onde e il mare mosso dello stretto.
    Durante tutto il viaggio, Umberto cerca in tutti i modi di fare ridere il suo prossimo, per non deluderlo, fingiamo di ascoltare le sue storie lunghe ed assurde, purtroppo nel guardare, Maringela che fingeva di ascoltare, mi viene da ridere, ed Umberto pensa che ho riso per la sua storia, e di conseguenza comincia a cantare una canzone più strana di Zema, la fortuna vuole che la zita chiama Umberto, che smette di parlare con noi.
    Vengo comunque incastrato, essendo l' unico macchinizato, mi metto ad accompagnare a casa:
    Mihkhaihl
    Enza
    Lorenzo
    Mariangela

    RITORNO A REGGIO
    Tornati a Reggio, mi aspettavano ancora le Giovani Marmotte, per arrestarmi, ma ormai il mio reato era caduto in prescrizione, per il codice penale di Paperopoli.
    Raggiungiamo la macchina, parchegiata sotto la mia scuola, evitando il lancio di banchi da parte della prof. Salerno.

    VIAGGIO IN SERBIA:
    Accompagnaiamo Mariangela a casa, in un pase sperduto di nome Concessa.
    Usciamo da Campo Calabro, e prendiamo una strada remota, accanto all fabbrica della Caffè Mauro. Dopo alcuni metri, incontriamo caschi blu dell' ONU, ed un cartello con scritta una frase in cirilico, che grazie alla traduzione di Mhikail sappiamo che recitava: "Benvenuti in Serbia"
    I soldati ONU ci raccomandano di seguire il sentiero, per evitare le mine anticarro, quindi, percorro il sentiero, mettendo a dura prova gli ammortizatori della mia Clio, in mezzo alle buche lasciate dall' ultimo bombardamento del 1999, quindi raggiungiamo Concessa, al confine con la Bosnia-Erzegovina, vedendo cosi le 8 case lasciate indenni, dall' ultima pulizia etnica di Milosevic, ma il peggio doveva ancora arrivare....

    RITORNO IN ITALIA:
    Ci rimettiamo nelle mani di Enza, che asserisce di conoscere la via del ritorno...
    Inutile dire che siamo rimasti 2 ore e mezza a vagare tra la Serbia e la Bosnia-Erzegovina....
    Dopo aver chiesto ad alcuni caschi blu, abbiamo ritrovato la strada per l' Italia attraverso Catona... promettendomi di non tornare mai più in questi posti dimenticati da Dio....
    Porto a casa gli ultimi superstiti di questa avventura, e mi rifuggio a casa.... non lascierò mai più il Gebbione....


    A BREVE LE FOTO....

    Comments (4)

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    enza machedawrote:
    nn fu umberto a chiamarti minkione ma sn stata io, prendendomi anche i relativi insulti x aver osato svegliarti!!!!!!!!!!!!! 
    3 Aug.
    "intanto mi arriva il messaggio di un bradipo ucraino, di castrovillari, in cui mi viene chiesto se a messina ci sono arrivato con la nave,
    o con il ponte che collega Messina con Sinopoli."

    Beh Io chiedevo se l'avevi raggiunto a nuoto,non ho mai pensato che a Sinopoli foste così in gamba da saper costruire i ponti ^^
    16 Apr.
    Alessandrowrote:
    Peppe ha una certa creatività per storpiare i nomi altrui ghgh, papa hostess. 
    2 Apr.

    Questo racconto è pieno di cazzate e dimenticanze varie.

    Cazzata n.1: Proposta mia e non di Lorenzo

    Cazzata n.2: La prof aveva già dato buca dal giorno prima, ma te non ti informi mai

    Cazzata n.3: Il cartello non diceva "Benvenuti in Serbia", bensì "Benvenuti nel Regno della grande Yugoslavia"
    Cazzata n.4: Le forze dell'ONU ci hanno lanciato le pietre, e non accolto....

     

    Altro appunto personale, ma maledetto il clero ladro peppe (per sfregio in minuscolo) mi sono impegnato di ricordare il tuo nome, il minimo che tu possa fare è ricordare il mio!

    Sei riuscito a chiamarmi in 4 modi diversi per tutta la storia, facendo così lievitare il numero complessivo di storpiature esattamente a 146.

    1)Mikaihil

    2)Mikhahil

    3)Mihkail

    4)Mihkhaihl

    Ma che cazzo è?! Arabo? Bha..... (Maledetta formattazione del testo di Messenger...)

     

    Inoltre altro siparietto delizioso non raccontato dal nostro aspirante calvo vede protagonisti me e l'Umberto. Dopo aver atteso l'aliscafo (ammesso che sia il suo nome corretto) per 30 minuti, senza guardare l'orologio andiamo a caccia di un bar. L'aliscafo sarebbe dovuto partire verso le 11:50. Arriviamo al bar, con la calma di chi (non sa), e mentre mescolo il caffè con una lentezza che preannuncia la morte scorgo l'orologio...11:49...Caffè "calato" a vetro, e io e Umberto di corsa verso il porto, correndo contro mano in mezzo alla strada. L'aliscafo pronto a partire, e ovviamente il giubotto con il biglietto l'aveva il cesso umano di Andrea , che peraltro era quasi entrato dentro. Dopo essere andato a prenderglielo con la forza prima che salisse (sarebbe stato molto difficile convincere l'equipaggio del mio biglietto..... "Dicono tutti così"....e poi via in pasto agli squali...."), riesco a beccare con un pò di fortuna lo scafo.

    Tornando a Casta, se non imparerà a scrivere il mio nome non lo accetterò più in casa per le sfide "politico/integraliste" al PES6 truccato......

    A buon intenditor poche parole, ma parlando di Casta ho dovuto sprecare una pagina di WordPad.

    Alla prossima stronzata galattica

    Effetto Notte

    31 Mar.

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